Cosa è l’ansia da prestazione e come sconfiggerla

ansia da prestazione

L’ansia da prestazione è un fenomeno psicologico con ripercussioni fisiologiche sull’organismo umano. Infatti, quando ci si ritrova in uno stato ansiogeno, i sintomi tipici non sono solo emotivi ma anche fisici. In questo articolo  ti parlerò, in modo particolare, dei possibili problemi sessuali e problemi di erezione a cui l’ansia da prestazione porta, quasi sempre, nel contesto sessuale.

Dopo di che cercheremo insieme di capire meglio questo problema, in modo tale da poter scegliere i rimedi e le soluzioni più adatte per combatterlo ed evitare quei presunti rimedi che, anziché aiutarci a eliminare e superare l’ansia da prestazione, ne possono solo aumentare l’intensità e i possibili problemi sessuali maschili che essa provoca.

Ecco qui di seguito alcuni esempi di sintomi fisici che si posso riscontrare quando ci si imbatte in questo stato ansiogeno. Tuttavia, prima di fornirti l’elenco completo della sintomatologia fisica, c’è da fare un’importantissima e doverosa precisione…

…Ovviamente non è detto che la tensione prestazionale porti a tutti questi sintomi fisici contemporaneamente. I sintomi infatti possono essere anche “solo” uno o due fra quelli sopracitati. Inoltre, ogni persona presenta questi sintomi con intensità differenti (chi più lieve  e chi più forte).


banner ansia

  • aumento della frequenza del battito cardiaco (tachicardia)
  • sudorazione improvvisa, sudorazione eccessiva, sudorazione delle mani
  • brividi
  • nausea
  • vampate di calore
  • sensazione di soffocamento, respiro breve, difficoltà a respirare
  • dolore al petto
  • tremori muscolari
  • difficoltà di coordinazione muscolare
  • mobilità muscolare limitata
  • difficoltà a parlare

Nel caso invece dell’ansia da prestazione e dei possibili problemi sessuali che essa provoca, il sintomo fisico più evidente nel contesto sessuale è quello dell’avere difficoltà di erezione del pene (più avanti vedremo il perché).

L’ansia prestazionale può provocare una fra le tante forme di disfunzione erettile (deficit erettivo) proprio nel momento meno opportuno, ovvero quando ci si dovrebbe divertire facendo sesso con la partner sessuale. Le varie disfunzioni erettili che l’ansia da prestazione può provocare sono:

  • mancanza totale di erezione durante il rapporto sessuale
  • difficoltà nel mantenere l’erezione per un tempo sufficientemente lungo e soddisfacente
  • difficoltà nel mantenere l’erezione in intensità e durezza
  • perdita di erezione infilando il preservativo
  • perdite improvvise di erezione durante l’atto della penetrazione

Invece i possibili sintomi psicologici, mentali ed emotivi che si possono riscontrare per via dell’ansia da prestazione nella sfera sessuale sono:

  • perdita o mancanza di desiderio sessuale
  • perdita o mancanza di eccitazione mentale
  • sensazioni di panico, agitazione, o disturbo da attacco di panico (DAP)
  • confusione mentale
  • paranoia
  • tristezza, depressione
  • senso di inferiorità
  • paura nei sensi della prestazione sessuale
  • timore di non piacere
  • timore di non essere abbastanza capace sessualmente
  • paura di non essere sessualmente sufficientemente dotato
  • paura di non essere all’altezza della propria partner sessuale
  • paura di un eventuale insuccesso sessuale
  • paura del ripetersi di una disfunzione erettile già avvenuta in passato

Così come per i sintomi fisici, anche per  i sintomi psicologici dell’ansia non è detto che si manifestino tutti contemporaneamente. Ogni uomo può presentare uno o più tra i sintomi sopra citati, in modalità differenti, con tempistiche differenti, e con intensità più o meno profonda e “destabilizzante” per l’esperienza sessuale e per l’erezione.

Ma ora è giunto il momento di capire perché e per quale motivo l’ansia da prestazione può limitare o impedire del tutto la capacità erettiva nei rapporti sessuali.

Moltissimi uomini, ma anche moltissime donne, non comprendono ancora cosa possa avere a che fare lo stato ansiogeno con i problemi sessuali. Ora cercherò di spiegarti come “funzionano” le cose riguardo per chiarirti meglio come avviene il problema erettivo e quali soluzioni e rimedi sono più adatti.

Iniziamo innanzitutto con lo specificare che, durante i rapporti sessuali, l’erezione del pene non è un fenomeno da dare del tutto per scontato. La quasi totalità di noi uomini si è sentita dire fin da ragazzini che “l’erezione è un fenomeno automatico” e che si verifica sempre non appena vediamo una donna senza veli.

In sostanza ci viene inculcata l’idea che noi uomini siamo come dei robot, a cui basta premere un pulsante per ottenere un’erezione senza che debba essere coinvolta nessun altra parte del nostro essere. Ma nulla è più falso ed errato di questa idea strampalata! E, per quanto ti possa sembrare paradossale, complici della nascita di questa teoria poco scientifica e molto superficiale sono niente meno che medici, psicologi, studiosi e uomini di scienza del passato.

Ora, negli ultimi anni, per fortuna le cose stanno iniziando a cambiare e sempre più studiosi si rendono conto del fatto che l’erezione del pene non è un fenomeno da dare così tanto per scontato nei rapporti sessuali e, sopratutto, che per provocare, mantenere e prolungare l’erezione del pene vengono coinvolte parti del nostro essere che non sono solo fisiche e tangibili.

Quindi si inizia a rendersi conto del fatto che i problemi erettivi non sempre derivano da problemi organici o fisici. Ci possono essere altri fattori non fisici ma psicologici e mentali, come appunto l’ansia da prestazione, a provocare le varie disfunzioni erettili.

Infatti l’erezione del pene ha inizio in una “zona” del corpo ben lontana dalla zona genitale. L’erezione del pene ha il suo “inizio” nei meandri della psiche e della mente e, in un certo senso, per semplificare senza entrare troppo nello specifico, si potrebbe dire che l’erezione inizia nel cervello.

Quando in un contesto erotico e sessuale un uomo riceve gli adeguati stimoli sensoriali (attraverso vista, udito, olfatto, tatto e immaginazione), il cervello entra in uno stato di piacevole eccitazione mentale, e questa eccitazione mentale è un fattore puramente psicologico.

In seguito, poco dopo, il fenomeno psicologico dell’eccitazione mentale si “trasforma” in un fenomeno anche fisico-organico. Infatti quando si è in stato di eccitazione mentale il cervello e l’organismo iniziano a produrre un cocktail composto da specifici ormoni, segnali chimici e neurali e impulsi bio-elettrici che si dirigono verso la zona genitale.

Questo “cocktail” chimico-ormonale andrà in seguito a provocare una altro fenomeno organico tra le gambe che è quello di permettere un maggiore afflusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene.

Il pene non è fatto di fibre muscolari come il resto del corpo, e quindi non può muoversi o erigersi  con la nostra volontà o con lo sforzo. Il pene è composto da un insieme di corpi cavernosi, vene e capillari. In sostanza è un organo passivo e molto simile ad una spugna, la cui unica capacità è quella di assorbire liquido.

L’aumento di afflusso di sangue in questi corpi cavernosi, provocato dall’iniziale eccitazione mentale, porta il pene a trattenere quantità sempre maggiori di sangue e quindi a gonfiarsi come se fosse un palloncino. Questa è l’erezione del pene. Se poi l’iniziale eccitazione mentale che ha portato il pene in erezione viene mantenuta con sufficiente costanza ed intensità mentre si fa sesso, ecco che l’erezione del pene viene mantenuta durante tutto l’atto sessuale.

Bene, quello che ti ho appena spiegato è ciò che accade in condizioni ottimali, quando tutto va bene, ma la vita, si sa, spesso è fatta di imprevisti e problemi, e comunque non siamo esseri perfetti in tutto e per sempre. Non siamo dei robot di metallo, siamo esseri umani, e quindi le cose a letto con la nostra compagna non vanno sempre così bene. A volte infatti ci si mettono di mezzo problematiche come il timore di fallire a provocare problemi erettivi o erezioni che non ci soddisfano abbastanza.

Nella spiegazione che segue sui problemi di erezione legati all’ansia da prestazione, ovviamente trascurerò l’ipotesi di eventuali problemi organici (verificabili tramite visita medica specialistica presso andrologo o urologo).

Se prima o durante il rapporto sessuale con la nostra partner siamo in uno stato di ansia da prestazione, per uno dei tanti motivi che poi analizzeremo, questo stato psicologico di ansia prestazionale crea nei processi mentali una sorta di “blocco” che limita o impedisce del tutto il sorgere o l’intensità dell’eccitazione mentale.

Come è facile intuire, se si “blocca” o anche solo si limita l’eccitazione mentale, in seguito non ci sarà una corretta e costante produzione di quel benefico “cocktail” di impulsi che provocano l’afflusso di sangue al pene. L’ovvia conseguenza è che il pene non si può “gonfiare” di sangue e non può andare in erezione. Oppure, se invece l’iniziale erezione del pene è avvenuta, in seguito, per via dell’ansia da prestazione e della conseguente e scarsa o incostante eccitazione mentale, il pene non può mantenere l’erezione poiché non vi è sufficiente “spinta” di sangue nei suoi corpi cavernosi.

Per ricapitolarti in modo schematico e più semplice questo meccanismo appena spiegato di ansia da prestazione e problemi erettivi:

  1. l’ansia da prestazione crea un “blocco” e tensione mentale
  2. la tensione mentale limita ed inibisce l’eccitazione mentale
  3. l’eccitazione mentale limitata o intermittente non permette una “spinta” costante ed intensa dell’afflusso di sangue nei corpi cavernosi del pene
  4. lo scarso o intermittente afflusso di sangue non permette un’erezione forte e costante
  5. la mancata erezione o l’erezione limitata o di breve durata diventa il problema di erezione

A questo punto il problema non finisce qui, anzi, per via di un meccanismo inconscio e involontario di auto-sabotaggio di cui quasi nessuno si rende conto, la quasi totalità degli uomini con problemi di ansia sessuale, al presentarsi del primo problema erettivo, inizia ad attuare uno o più fra questi comportamenti mentali inconsci qui sotto esposti:

  • auto-monitorizzazione del pene durante il rapporto sessuale
  • auto-programmazione al fallimento sessuale
  • convinzioni auto-limitanti su se stessi
  • paura di deludere ripetutamente la partner
  • bassa autostima sessuale
  • paura del giudizio della partner sessuale
  • paura del giudizio sociale (sarebbe la paura che altri lo possano sapere e che ti possano deridere)

Ripeto: questi comportamenti mentali avvengono il più delle volte in modo inconscio e quasi automatico, senza rendersene pienamente conto. Ma il problema “grave” è che questi auto-sabotaggi inconsci portano solo ad un aumento dell’ansia da prestazione, e quindi ad un peggioramento del problema erettivo!

  1. L’ansia da prestazione iniziale crea il primo problema erettivo
  2. il primo problema erettivo aumenta l’ansia da prestazione
  3. l’aumento di ansia crea un secondo e più forte problema di erezione
  4. il peggioramento del problema erettivo aumenta ulteriormente qusto stato mentale
  5. l’ansia da prestazione sempre più forte crea problemi erettivi sempre più gravi
  6. eccetera, eccetera…

In sostanza si tende ad entrare in un circolo vizioso di tensione prestazionale e problemi erettivi che può non avere fine, come un cane che gira su se stesso mordendosi la coda.

Se per di più questo problema viene trascurato a lungo senza porvi rimedio – e da quello che mi hanno scritto molto uomini ho letto di persone che hanno rinviato la ricerca di una soluzione per diversi anni –  se passa troppo tempo diventa sempre più difficile tornare ad uno stato di “normalità” e di serenità sessuale.

Quindi se ci sono problemi di ansia e di erezione, è sicuramente bene smetterla di rinviare la ricerca di un valido rimedio e cercare invece subito la giusta soluzione. Già questa scelta è un primo importantissimo passo verso la soluzione del problema.  Ma da cosa deriva quest’ansia da prestazione? E come si fa a capire se una soluzione può essere valida o meno?

L’ansia da prestazione nella sfera sessuale può derivare da numerosi fattori, e ognuno di noi uomini (ma anche per le donne vale la stessa cosa) ha o può avere differenti motivi e di differente intensità.

La mancanza di una corretta informazione sulle dinamiche sessuali, su come “funzioniamo” sessualmente, unita ad una grossa mole di disinformazione e di informazioni errate sulla sfera sessuale che riceviamo fin dalla più tenera età, insieme a fattori culturali e alla pressione mediatica attraverso TV, giornali, film e internet, creano nella quasi totalità di tutti noi (uomini e donne) confusione e distorsione riguardo il sesso e la sessualità, e più di ogni altra cosa a vedere il sesso e l’atto sessuale come una sorta di competizione da vincere o di esame che dobbiamo assolutamente passare e superare.

Il tema del “da cosa deriva l’ansia da prestazione sessuale” è un tema tutt’ora dibattuto tra psicologi, sessuologi, storici, sociologi ed esperti vari e se ne potrebbe discutere per ore senza venirne veramente a capo.

Nelle librerie si possono trovare decine e decine di complessi testi di psicologia scritti dai più famosi psicologi e sessuologi del mondo su questo argomento, ma il mio parere personale su quale sia il migliore e più semplice libro per capire per quale motivo siamo quasi tutti così ansiosi, competitivi, e complicati nella sfera sessuale, è invece un piccolo semplicissimo libro, divertente ma molto veritiero, scritto da Jacopo Fo (che di professione non è né psicologo né sessuologo) e dal titolo un po’ particolare: “Lo Zen e l’arte di scopare”.

A prescindere dal titolo del libro che potrebbe far pensare a qualcosa di poco serio, ti posso invece assicurare che Jacopo Fo, al contrario di moltissimi psicologi e sessuologi che parlano un linguaggio medico-tecnico incomprensibile ai non addetti ai lavori, è riuscito benissimo e meglio di molti altri a spiegare con termini molto semplici e comprensibili a noi uomini comuni per quale motivo siamo così complicati, complessati, competitivi e ansiosi nei riguardi del sesso. Consiglierei a chiunque la sua lettura.

Capire le cause profonde e personali del proprio stato ansiogeno potrebbe richiedere una o più sedute presso uno psicologo. La psicoterapia classica (a volte molto lunga e su svariate sedute) si dimostra utile solo in alcuni casi. La somministrazione di farmaci e psicofarmaci per l’ansia da prestazione si dimostra invece spesso inutile se non dannosa per l’erezione. Farmaci come gli antiansiolitici o antidepressivi tendono a “spegnere” alcune aree del cervello che, durante il rapporto sessuale, dovrebbero essere invece “sveglie” e attive.

La conseguenza può essere, in molti casi, quella che non si riesce ad arrivare a uno stato completo e intenso di eccitazione mentale davanti la propria donna. Inoltre i principi farmacologici di questi farmaci possono inibire chimicamente il meccanismo organico dell’erezione (c’è scritto anche sugli effetti collaterali del farmaco) e quindi provocare ulteriori problemi erettivi. Come conseguenza si potrebbe verificare un ulteriore aumento dell’ansia da prestazione e un ulteriore abbassamento della propria fiducia e autostima sessuale.

Spesso e fin troppo spesso vengono prescritti farmaci per la disfunzione erettile anche quando la causa della disfunzione erettile è solo mentale come nel caso dell’ansia da prestazione. Questi farmaci non portano ad un’erezione automatica e sicura del pene! I loro principi farmacologici aiutano la fluidificazione del sangue nella zona genitale solo quando vengono assunti. Difatti non rappresentano una cura definitiva, ma solo dei coadiuvanti dell’erezione nel caso di problemi organici del meccanismo erettivo.

Ma per arrivare all’erezione e per poterla mantenere e prolungare occorre, in ogni caso, l’adeguata eccitazione mentale. Questo vuol dire che se si rimane in uno stato di ansia da prestazione, non si ottiene l’erezione né un suo miglioramento nemmeno con questi farmaci. Alcuni uomini affermano di avere avuto un iniziale miglioramento dell’erezione tramite essi, ma poi col tempo il problema si è ripresentato anche continuando l’assunzione del farmaco prima di ogni rapporto sessuale.

Questo accade per via del fatto che non si è andati a migliorare la propria autostima sessuale e fiducia in se stessi alla radice. Alcuni uomini inizialmente si sentono un poco più sicuri e meno ansiosi quando assumo questi farmaci, ma poi col tempo, poiché questa piccola sicurezza interiore dipende dall’assunzione di un farmaco anziché da se stessi, ecco che si tende a riperdere nuovamente la serenità e l’autostima. L’ansia da prestazione torna a prendere il sopravento, e i problemi di erezione ricompaiono.

Altre soluzioni più naturali come i vari integratori vitaminici, di aminoacidi, ossido nitrico, olii o pomate da spalmare sul pene, maca, ginseng e numerose altre erbe esotiche, non hanno nessuna reale efficacia scientificamente dimostrata nel migliorare l’erezione. Ma più di ogni altra cosa non possono in nessun modo eliminare o combattere l’ansia da prestazione, quindi non sono rimedi e soluzioni valide per ansia da prestazione e difficoltà erettive.

Se a questo poi ci aggiungiamo il fatto che chi prova queste soluzioni cercando la pillolina “magica”, rimane poi deluso perchè non sente il suo stato d’ansia da prestazione passare, e si ritrova quindi con gli stessi problemi erettivi, ecco che in seguito alla delusione sessuale e alla delusione verso la pillola “magica” sente la propria autostima sessuale abbassarsi sempre di più e aumentare la propria ansia da prestazione. Quindi: occhio alle facili promesse di chi propone queste pillole “magiche”!

Il problema principale per chi ha l’ansia da prestazione è che l’agitazione mentale che ne deriva, e le preoccupazioni verso i rapporti sessuali successivi, porta troppo spesso a fare scelte affrettate senza ragionarci su abbastanza pur di eliminare subito lo stato d’ansia.

Il desiderio di trovare un rimedio immediato e istantaneo all’ansia da prestazione, che non richieda nessun impegno e nessun tempo di attesa, e che sia facile come lo potrebbe essere il mandar giù una pillola, è la causa principale di scelte errate nel cercare un vero rimedio e, come abbiamo visto poco fa, la conseguenza può essere che anziché una soluzione per l’ansia da prestazione ci si ritrova con l’avere ancora più problemi che all’inizio…

Se lo stato di ansia da prestazione è talmente grave da essere ingestibile ed invivibile, l’aiuto e le sedute presso un valido terapeuta, psicologo o sessuologo, potrebbe essere in alcuni casi l’unica soluzione consigliabile.

Nella maggiorparte dei casi, però, il problema non è così grave come spesso si sospetta di avere. Molto spesso infatti gli uomini tendono erroneamente a vedere il proprio problema di ansia da prestazione come qualcosa di raro e insuperabile, come se fosse una sorta di malattia psicologica grave capitata solo a loro e dalla quale non c’è via di scampo.

Anche in questo caso nulla è più lontano dalla realtà dei fatti. La realtà dei fatti è che l’insicurezza in campo sessuale coinvolge quasi la totalità delle persone. Solo che per alcuni non è così forte da creare seri problemi erettivi. Per altri è addirittura una sorta di stimolo a tirar fuori il meglio di sé.

Per alcuni è argomento sul quale poter ridere e scherzare di se stessi nella totale tranquillità, accettando perfettamente il fatto che l’ansia da prestazione è una caratteristica umana e che ha cause specifiche. Per altri invece non crea forti problemi, ma rimane comunque una cosa da tenere ben nascosta  e da mascherare con atteggiamenti pubblici di presunzione, arroganza e spacconeria nei contesti pubblici.

E’ il caso per esempio di quegli uomini che vantano in pubblico fra gli amici le proprie misure o le proprie prestazioni sessuali, vere o immaginarie che siano. Sembra un atteggiamento di grande sicurezza sessuale, ma in realtà non è altro che un modo per camuffare e nascondere le proprie insicurezze.

Ad ogni modo, quello che è importante capire è che l’ansia da prestazione non è un problema raro e non è un problema insuperabile, anzi, è un problema superabile in tempi relativamente brevi ed accettabili purché si vada a lavorare alla fonte del problema, ovvero là dove esso sorge davvero, cioè nella mente.

Elevare la propria autostima sessuale è il primo fondamentale e importantissimo passo da fare. Esistono apposite tecniche mentali ed esercizi mentali da poter fare autonomamente che, con un pizzico di impegno giornaliero e un po’ di costanza, possono portare in tempi accettabili a un notevole miglioramento della fiducia in se stessi nella sfera sessuale. Più è elevata la fiducia in se stessi e l’autostima sessuale, meno sarà forte l’ansia da prestazione, fino a scomparire del tutto.

La conoscenza corretta di dinamiche sessuali, che solitamente invece riceviamo in modo distorto e scorretto, porta all’eliminazione di quelle convinzioni autolimitanti sulle proprie capacità sessuali (o sulle presunte esigenze sessuali delle donne) che creano insicurezza e che limitano quindi la capacità erettiva.

Apposite tecniche mentali di visualizzazione possono portare a un miglioramento del desiderio sessuale e dell’eccitabilità mentale durante i rapporti. Questi miglioramenti dell’eccitabilità andranno poi a potenziare la “spinta” dell’afflusso di sangue al pene che abbiamo visto in precedenza. In questo modo l’erezione sarà molto più sicura, intensa e prolungata.

Inoltre, sempre attraverso queste tecniche mentali e queste conoscenze in materia sessuale, sarà possibile eliminare per sempre tutti quegli atteggiamenti mentali e comportamentali che, inconsciamente e a nostra insaputa, limitano fortemente la capacità erettiva.

Per combattere del tutto e in modo definitivo la paura di fallire a letto, senza assumere pillole varie o altre stramberie, e per ottenere tangibili miglioramenti della capacità erettiva, l’ideale è unire tecniche mentali per l’erezione a tecniche fisiche per potenziare la capacità erettiva.

All’interno del mio metodo “Erezione Sicura” troverai tutte le istruzioni necessarie per poter migliorare la tua autostima sessuale e rafforzare quelle caratteristiche fisiche che servono per avere un’erezione forte, soddisfacente e soprattutto DURATURA.

Tecniche mentali e tecniche fisiche, unite in un unico metodo, si dimostrano essere un valido rimedio per combattere ed eliminare l’ansia da prestazione, e per trovare (finalmente!) serenità e fiducia in se stessi nella sfera sessuale…oltre che un valido metodo per potenziare l’intero meccanismo psico-fisico dell’erezione.

Se vuoi scoprire anche tu le tecniche mentali e fisiche per combattere ed eliminare per sempre l’ansia da prestazione e avere l’erezione sicura che hai sempre desiderato, allora clicca qui e scopri anche tu il metodo “Erezione Sicura”.